venerdì 10 agosto 2012

Recensione: Shadowhunters. Città di vetro di Cassandra Clare

Salve a tutti, miei cari amici lettori!

Anche quest’oggi rieccoci qui riuniti su “Gocce d’inchiostro” in occasione di una nuova recensione, una recensione di cui è protagonista un romanzo che mi ha fatto sognare, che ho amato fino in fondo e che è riuscito ad entusiasmarmi in maniera più che ampia.

Rullo di tamburi!

In una New York in cui i vampiri sopportano la luce del sole,
l’amore può essere un peccato mortale.


Titolo: Shadowhunters. Città di vetro
Autore: Cassandra Clare
Titolo originale: The Mortal Instruments. City of Glass
C. E.: Oscar Mondadori
Prezzo: 10.50 euro
Pagine: 565
Genere: Urban Fantasy Young Adult

Trama: Clary era convinta di essere una ragazza come mille altre, e invece non solo è una Shadowhunter, una Cacciatrice di demoni, ma ha l'eccezionale potere di creare rune magiche. Per salvare la vita di sua madre, ridotta in fin di vita dalla magia nera di suo padre Valentine, Clary si trova costretta ad attraversare il portale magico che la porterà nella Città di Vetro, luogo d'origine ancestrale degli Shadowhunters, in cui entrare senza permesso è proibito. Come se non bastasse, scopre che Jace, suo fratello, non la vuole laggiù, e Simon, il suo migliore amico, è stato arrestato dal Conclave, che non si fida di un vampiro capace di sopportare la luce del sole. Con Valentine che chiama a raccolta tutti i suoi poteri per distruggerli, l'unica possibilità de Shadowhunters è stringere un patto con i nemici di sempre: i Figli della Notte, i Nascosti e il Popolo Fatato. E mentre Jace si rende conto a poco a poco di quanto sia disposto a rischiare per Clary, lei deve imparare a controllare al più presto i suoi nuovi poteri. L'amore è un peccato mortale... forse, e i segreti del passato rischiano di essere fatali.


La mia opinione

Dire che prima di cominciare a leggere Shadowhunters. Città di vetro nutrissi una grande nostalgia nei confronti dell’universo in cui è ambientata la macroserie Shadowhunters è quasi un eufemismo. Durante la scorsa primavera non facevo che ripetermi che il proposito principale per l’estate 2012 sarebbe stato quello di mettermi in pari con la lettura di ogni saga letteraria nata dalla fantasiosa penna di Cassandra Clare. Il problema è che ho potuto cominciare Shadowhunters. Città di vetro solo quattro giorni fa, e dovrò ancora leggere due romanzi per riuscire nel mio intento. È vero, l’estate non è ancora terminata, ma sono piuttosto indietro: dubito che ce la farò. Per fortuna, però, ho già qui, vicino a me, la mia copia di Shadowhunters: Le origini. L’angelo, che non vedo proprio l’ora di cominciare. Ma forse sto correndo un po’ troppo. Che ne dite di un rapido recap riguardo l’Universo Shadowhunters, giusto per non perderci in nozioni sconclusionate? Cassandra Clare, la scrittrice che ha dato egregiamente il via a tutto, ha predisposto l’interminabile ciclo letterario basandolo sulla saga principale, ovvero The Mortal Instruments - titolo tradotto in italiano semplicemente con la denominazione Shadowhunters -, composta da sei volumi, i quali pongono al centro dei propri avvenimenti le vicende riguardanti le vite di Clary e Jace. Successivamente alla pubblicazione del terzo volume della saga The Mortal Instruments, ovvero Shadowhunters. Città di vetro - nonché il protagonista del presente post -, nel 2010 Cassandra Clare ha reso pubblico il romanzo Shadowhunters: Le origini. L’angelo, primo tomo della trilogia ambientata in epoca vittoriana prequel di The Mortal Instruments. La trilogia è intitolata in lingua originale The Infernal Devices mentre in italiano Shadowhunters: Le origini. Soltanto lo scorso 21 marzo 2012, infine, l’autrice newyorkese ha annunciato di aver schedato una nuova trilogia, in arrivo il prossimo 2015, sequel di The Mortal Instruments, dal titolo The Dark Artifices, contestualizzata cinque anni dopo il termine della serie principale. Nel caso non sia riuscito ad esprimermi come avrei desiderato, in fondo alla recensione trovate il classico schema della serie. Adesso, però, è giunto il momento di concentrare la nostra attenzione su Shadowhunters. Città di vetro. E quale modo di farlo se non cominciando ad approfondire il suo plot narrativo?

Al termine di Shadowhunters. Città di cenere (qui, la mia recensione) avevamo abbandonato i nostri eroi, sopravvissuti al disastro della nave causato da Clary, più o meno nella stessa situazione in cui il romanzo era cominciato, solo un po’ più complicata. E Shadowhunters. Città di vetro riprende a tessere i fili narrativi della storia proprio a partire da dove erano stati abbandonati. Simon è ormai diventato un vampiro, e ha finalmente capito che fra lui e Clary non potrà mai esserci nulla, almeno non a livello sentimentale, così, sin dalle prime pagine di Shadowhunters. Città di vetro, comincerà a spingersi verso altri fronti. Isabelle, che nello scorso volume si era dimostrata più testarda che mai, aveva rotto con il Cavaliere del Popolo Fatato e adesso è sempre più propensa a navigare verso nuovi orizzonti. Alec, ancora segretamente innamorato del suo migliore amico Jace, non è capace di comprendere se sia riservato nel suo cuore anche dello spazio per Magnus. Jace, d’altro canto, non riesce a dimenticare la sua Clary, nonostante lo desideri più di qualsiasi altra cosa: due fratelli, nonostante non si siano che conosciuti da qualche mese, non possono stare insieme. Clary, che nelle ultime pagine di Shadowhunters. Città di cenere aveva scioccato qualunque lettore con la scoperta della sua capacità di creare rune, invece, punta la sua attenzione, giusto per non badare a ciò che nutre nei confronti di Jace, verso l’antidoto capace di risvegliare sua madre, antidoto verso cui Madeleine, amica di Jocelyn stessa, l’aveva indirizzata. Come se non bastasse, poi, dulcis in fundo, essendo riuscito a impossessarsi nello scorso tomo, oltre che della Coppa Mortale, pure della Spada Mortale, a Valentine manca soltanto lo Specchio Mortale e poi potrà invocare per i suoi loschi scopi niente poco di meno che Raziel, l’Angelo, colui che, in passato, in seguito all’aver stipulato un patto con un certo Jonathan Shadowhunter, aveva mischiato il proprio sangue con quello degli umani con il fine di creare una nuova specie, i Nephilim, gli Shadowhunters, coloro che hanno il compito di proteggere la Terra dai demoni. Infine, nonostante Shadowhunters. Città di vetro apra le danze a New York, l’intero tomo è ambientato a Idris. Come si evolverà la trama?

Nella mia recensione riguardo Shadowhunters. Città di ossa (qui), nonché uno dei miei primi post sul Blog, sottolineavo e denunciavo un paio di difetti che riscontravo fra le righe del volume. Adesso, a distanza di un anno, millecinquecento pagine e tre romanzi, sarei proprio curioso di riprenderli e di scoprire cosa è migliorato. Il primo difetto concerneva lo stile narrativo di Cassandra Clare, al quale ho anche dedicato un intero paragrafo nella recensione riguardo Shadowhunters. Città di cenere. Nel romanzo d’esordio di Cassandra Clare avevo notato, sempre a livello stilistico, un'estenuante e fin troppo copiosa presenza di dialoghi, una presenza che, con l’andare della lettura, diveniva piuttosto stanchevole nonostante il plot narrativo del libro, essendo parecchio interessante, fosse capace ugualmente di tenere l’attenzione del lettore alta. Nel secondo volume del ciclo, invece, avevo constatato in Cassandra Clare un miglioramento piuttosto notevole: finalmente le sezioni narrative e descrittive cominciavano ad amalgamarsi per bene con quelle dialogiche. In seguito alla lettura di Shadowhunters. Città di vetro, terzo tomo, invece, posso affermare a gran voce che lo stile narrativo di Cassandra Clare è ormai in lizza per divenire uno dei miei favoriti all’interno del genere Urban Fantasy per giovani adulti. La sua semplicità, la sua linearità e la sua trasparenza mi hanno incantato durante quest’ultima lettura più che mai, portandomi molteplici volte a strabuzzare gli occhi in maniera quasi vergognosa. Le immagini narrate erano capaci di scorrermi dinanzi agli occhi lasciandomi guardare il libro, proprio come se si trattasse di qualcosa di animato. Lo ammetto, tutto ciò mi capita solo con pochi autori, molti dei quali non faccio che nominare e rinominare quasi in ogni recensione quindi evito di farlo pure adesso, e vederlo accadere con Cassandra Clare è stata una gioia immensa.

Se c’è, però, qualcosa che di questa autrice, ancora più del suo stile narrativo, mi fa impazzire riguarda i personaggi da lei creati. Adoro la maniera in cui Clary, e Jace, e Simon, e Alec, e Isabelle, e Luke, e Maia, e Jocelyn, e Valentine riescano a mantenere in continuazione una propria, ottimamente definita identità. Mostrandomi un trafiletto del volume, infatti, sarei capacissimo di comprendere senza alcuna esplicitazione chi abbia affermato una determinata frase o pensato un qualche ragionamento. E, personalmente, credo che non ci sia pregio concernente i personaggi migliore di questo. Ritornando al discorso precedente, poi, quello che riguardava i due difetti di cui parlavo nella mia recensione riguardo Shadowhunters. Città di ossa, se il primo si stabilizzava solo sullo stile narrativo di Cassandra Clare, sul quale spero proprio d’aver fatto chiarezza, il secondo si limitava a criticare le somiglianze fra il plots della saga The Mortal Instruments - ebbene sì, ormai mi riferirò alle varie trilogie con i titoli originali perché trovo quelli italiani, per quanto gradevoli, confusionari - e quello della celebre serie incentrata sul personaggio di Harry Potter, firmata da J.K. Rowling. Okay, lo so, già molta gente prima di me ha sollevato la presente questione, ma bisogna ammettere che non c’è da dargli torto: le somiglianze sono fra le due trame sono parecchie, non sto qui a ribadirle per non allungare ancora di più la recensione - se però desiderate qualche esempio vi consiglio di dare un’occhiata alla recensione riguardo Shadowhunters. Città di ossa. Però, essendo questa una recensione ultra entusiastica e incredibilmente positiva, mi sento in dovere di affermare che in Shadowhunters. Città di vetro tutto quello che sembrava combaciare fra i due plots diviene sottile come un filo di capello, un dettaglio insignificante in una marea di considerevoli peculiarità a favore del romanzo.

Concludo enunciando con puro piacere che Shadowhunters. Città di vetro si è rivelato - come molti miei carissimi amici virtuali mi avevano in precedenza anticipato - una lettura incredibile, entusiasmante, sensazionale, unica. Il terzo volume della saga The Mortal Instruments è stato capace di risucchiarmi come fosse un vortice all’interno delle sue pagine, quasi imponendomi di non far altro che leggerlo, leggerlo, leggerlo.

Cassandra Clare
  The Infernal Devices o Shadowhunters: Le origini (trilogia prequel della saga The Mortal Instruments)
    1. Shadowhunters: Le origini. L’angelo, 2011 (The Infernal Devices. Clockwork Angel, 2010)
    2. Shadowhunters: Le origini. Il principe, 2012 (The Infernal Devices. Clockwork Prince, 2011)
    3. inedito in Italia (The Infernal Devices. Clockwork Princess, previsto negli USA per marzo 2013)
  The Mortal Instruments o Shadowhunters (saga principale)
    1. Shadowhunters. Città di ossa, 2007 (The Mortal Instruments. City of Bones, 2007) qui, la mia 
        recensione
    2. Shadowhunters. Città di cenere, 2008 (The Mortal Instruments. City of Ashes, 2008) qui, la mia
        recensione
    3. Shadowhunters. Città di vetro, 2009 (The Mortal Instruments. City of Glass, 2009)
    4. Shadowhunters. Città degli angeli caduti, 2011 (The Mortal Instruments. City of Fallen Angels,
        2011)
    5. inedito in Italia (City of Lost Souls, 2012)
    6. inedito in Italia (City of Heavenly Fire, previsto negli USA per il 19 marzo 2014)
  The Dark Artifices (trilogia sequel della saga The Mortal Instruments)
    1. inedito in Italia (Lady Midnight, previsto negli USA per il 2015)
    2. inedito in Italia (Ancora senza titolo, previsto negli USA per il 2016)
    3. inedito in Italia (Ancora senza titolo, previsto negli USA per il 2017)


Consigliato.


Voto:  5 +


Cassandra Clare

Cassandra Clare ha vissuto i primi anni della sua vita in giro per il mondo con la sua famiglia, trascinando con sé valigie piene di libri. Dopo aver lavorato come giornalista tra LA e NY, si è stanziata a Brooklyn, dove vive tutt’ora. Per non farsi distrarre dalla TV o dai suoi gatti, scrive i suoi romanzi nei caffè.

12 commenti:

  1. Bella recensione Jean ;)
    Adoro Alec, Jace, Clary, Simon, Isabel e Magnus *w* La saga della Clare è stata una delle prime che ho letto, ci sono affezionata incredibilmente ed è una delle mie preferite, è quasi impossibile non voler leggere e rileggere quello che scrive la Clare. Adoro anche lei, come posso non adorare la donna che ha creato il mondo degli Shadowhunters?! Non vedo l'ora di leggere qualcosina in più sulla sua nuova saga *w*

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    1. Grazie mille, Elena ^^ Gentilissima!! Quanto ci segnano le prime saghe che leggiamo! Pensa che il mio primissimo Urban Fantasy è stato I diari delle streghe. L'iniziazione e ci sono legatissimo. Il fatto è che la mia prima saga lascia oggettivamente un po' a desiderare, la tua è sensazionale XD La nuova saga, The Dark Artifices, attira da impazzire anche a me. Sarà ambientata a Los Angeles *w*

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  2. A me il suo stile è piaciuto fin da subito, come tutto il resto (anche se ho preferito il secondo capitolo e i successivi al primo). Anche per me è una tra le saghe preferite. Bella recensione come al solito. :)

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    1. Grazie mille per i complimenti, Elfolletto ^^ Grazie grazie grazie! So che tu hai apprezzato da impazzire anche Shadowhunters: Le origini. L'angelo. Non vedo proprio l'ora di cominciarlo!! *w*

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  3. Bellissima recensione! Sapevo che prima o poi ti saresti innamorato della Clare proprio come me! :D
    E per la cosa che dici riguardo ai personaggi... ancora non hai visto niente... io mi sono innamorata ancor più che di questi personagi... di quelli di The infernal Devices... li amo tuttiiii e troppo! Su leggiti "L'angelo" così ti innamori anche tu... è terribilmente stupendo!

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    1. Grazie mille, Deni! Grazie davvero!! :) Essì, noi siamo più che compatibili in questione di gusti letterari, quindi...
      LOL Così mi fai venir voglia di cominciare SEDUTA STANTE Shadowhunters: Le origini. L'angelo! Guarda, quasi quasi è il prossimo romanzo che leggo XD

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    2. Ti assicuro che è ancora meglio *___*

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  4. Come sempre caro Jean, bella bella la recensione! :)

    Jeeeeeeeaaaan, ti piacerà Shadowhunters. Le origini - L'angelo, lo sto terminando (e spero di fare la recensione il più presto possibile) e devo dire che è davvero bello, mi piace tantissimo. E poi l'epoca vittoriana, waah l'adoro *-* All'inizio non ho inquadrato la situazione perfettamente ma adesso posso solamente adorarlo: fresco, nuovo, scorrevole e... bello!
    Leggilo, leggilo, leggilo, leggilo *w*

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    1. Grazie mille, Sara :D Troppo gentile! Mamma mia, ne parlate così bene che, come dicevo a Deni più sopra, mi vien voglia di cominciarlo adesso. Ho appena iniziato La collezionista di voci, a causa della sua proprità, e spero di poter dedicarmi a Shadowhunters: Le origini. L'angelo il prima possibile!! ^^

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    2. Figurati Jean, anche te sei sempre molto gentile!
      Bene dai, così inizi Shadowhunters il prima possibile e vedremo se sarai d'accordo con tutti noi :D

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