domenica 15 luglio 2012

Recensione: Il diario di London Lane di Cat Patrick

Salve a tutti, miei cari amici lettori!

Ed eccomi nuovamente qui, in occasione, per l’ennesima volta, di una recensione. Una recensione stavolta riguardante un romanzo da poco sbarcato fra gli scaffali delle librerie italiane. Una recensione riguardante un romanzo particolarmente atteso da gran parte dei lettori amanti delle storie caratteristiche e sui generis.

Rullo di tamburi!

«Con un pizzico di Fantasy e una pennellata di mistero,
Cat Patrick cattura il lettore sin dalla prima pagina.»
(Publishers Weekly)


Titolo: Il diario di London Lane
Autore: Cat Patrick
Titolo originale: Forgotten
C. E.: Fazi Editore
Prezzo: 9.90 euro
Pagine: 288
Genere: Young Adult

Trama: London Lane ha sedici anni e ogni volta che si addormenta sa che al risveglio, l’indomani mattina, il suo mondo sarà svanito. Ogni notte, precisamente alle 4:33, perde ogni traccia della memoria della giornata che ha appena trascorso e quando si risveglia è in grado di “rivivere” solo scene che riguardano il suo futuro. Un diario su cui annotare tutti gli avvenimenti della giornata è l’unico mezzo, insieme al sostegno della sua migliore amica e di sua madre, per tenere insieme la sua vita. Quando London conosce Luke, un nuovo studente del suo liceo, qualcosa dentro di lei cambia: inizia a essere tormentata da strani incubi che sembrano perseguitarla anche durante il giorno. Si tratta di tetre previsioni o traumi legati al passato? La strana forma di amnesia che affligge London può essere in qualche modo curata? Perché non riesce a vedere Luke nel suo futuro?


La mia opinione

Sin dal momento in cui ne lessi on-line la trama ufficiale, gentilmente resa disponibile dall’efficiente Casa Editrice Fazi con quasi un mese di anticipo rispetto alla pubblicazione del volume, m’invaghii del caratteristico plot narrativo del romanzo Il diario di London Lane, esordio in libreria dell’autrice statunitense Cat Patrick. Autoconclusivo, destinato ad un pubblico di giovani adulti e appartenente ad un genere letterario a metà strada fra l’Urban Fantasy e il Romantico, il promettente Il diario di London Lane sembrava essere la chicca dell’estate che stiamo vivendo, il romanzo per adolescenti più di rilievo di questo periodo, quel tomo capace di catturare e di far propri i suoi lettori. Inutile dire, inoltre, che con il tempo l’attesa del suo sbarco in libreria non ha fatto che suscitare in me ancora più aspettativa, così tanta da spingermi a bramare Il diario di London Lane fino al midollo. Ovviamente, però, al contempo anche la cover, davvero particolare e intrigante, faceva la sua parte. In parole povere: non vedevo proprio l’ora di poterlo stringere fra le dita. Appena giunto a casa assieme agli allettanti Morti tutti insieme di Charlaine Harris (qui, la mia recensione) e Black Friars. L’ordine della penna di Virginia de Winter, sono stato parecchio tentato dal leggere seduta stante Il diario di London Lane, ma non potevo mica sorvolare sui tomi che avevano indubbiamente la priorità, come il mediocre Vampire Empire. La principessa geomante di Clay Griffith & Susan Griffith (qui, la mia recensione). Finalmente, però, dopo soli cinque giorni da quando l’avevo tirato fuori dall’involucro plastificato a cui devo il suo arrivo in ottime condizioni, l’altra sera ho potuto cominciarlo, terminandolo già il mezzogiorno successivo. Avrà soddisfatto la mia aspettativa? Mi avrà deluso? Prima di scoprirlo, immergiamoci pure negli abissi delle tormentate acque della trama de Il diario di London Lane.

Cover Hardcover US
Protagonista indiscussa de Il diario di London Lane, nonché voce narrante del volume, è la sedicenne London Lane. London, in prima persona e al presente, racconta, usufruendo delle duecentottantotto pagine di cui il romanzo è costituito, la sua storia in maniera rapida e impattante, tanto da spingere colui che si ritrova fra le righe del tomo a concluderlo in davvero poco tempo. Quella che all’apparenza è una semplice adolescente che vive la sua vita tra scuola, amici e madre - la sua unica e vera famiglia - ha un dono davvero particolare, unico nel suo genere. London non è come tutti gli altri. London ha una capacità che la rende speciale. London ricorda il futuro, ma non il passato. Già, miei cari amici lettori, avete letto bene. London sa cosa accadrà nel futuro - anche se pur sempre a spizzichi e bocconi - ma non ha idea di cosa le sia successo il giorno prima. Ogni notte, alle ore 4.33, la mente di London cancella ciò che ha vissuto dalle precedenti 4.33 a quell’istante, e tutte le volte si prepara a vivere una nuova giornata sulla base di un’ulteriore tabula rasa. Nel corso degli anni, London ha però imparato a gestire la cosa: ogni sera appunta sul suo cellulare cosa le è accaduto nelle ultime ventiquattro ore, in modo tale che il giorno seguente sappia su per giù come affrontare le varie situazioni a cui si ritroverà di fronte. A conoscere il dono di London sono solo sua madre e la sua migliore amica, Jamie. Se fino al principio de Il diario di London Lane, però, nella vita di London tutto è più o meno filato liscio, qualcosa smuoverà un po’ le acque. Farà la sua comparsa nella cittadina in cui London vive sin da quando ha memoria - nel senso razionale e non letterale del termine, ovviamente - un certo Luke Henry. Dal momento in cui le vite della nostra London e quella del nuovo arrivato s’incroceranno, la ragazza comincerà a rammentare qualcosina del suo passato. Un frangente della sua vita vissuta la perseguiterà, divenendo l’input dell’intrigante sottotrama Mystery di cui la seconda metà de Il diario di London Lane può vantarsi. Di cosa si tratterà mai?

La prima delle due più grandi delusioni che Il diario di London Lane, o meglio, che la prima metà de Il diario di London Lane mi ha dato, riguarda senza ombra di dubbio lo stile narrativo dell’autrice, accostato, comunque, alla maniera in cui viene strutturato il volume. Cat Patrick, e vi assicuro che lo si può notare sin dalla prima riga del libro, ha, infatti, una prosa fin troppo acerba e fin troppo piatta. Fra dettagli sorvolati e dialoghi poco brillanti, nella prima parte del tomo ho avuto il (dis)piacere di notare uno dei difetti che maggiormente detesto in un romanzo raccontato in prima persona: ho in poco tempo constatato che lo scambio di battute fra i vari personaggi e i pensieri di London s’intersecavano in maniera non del tutto precisa, non del tutto intelligente, di certo non positiva. Non per niente, durante la lettura delle prime cento pagine de Il diario di London Lane, mi sono ritrovato più e più volte a storcere il naso, ad adattare il mio volto in espressioni sicuramente poco compiaciute e a domandarmi il motivo di molte, tante, troppe sbavature. Tutto, sempre e solo nella prima parte del tomo, appare confusionario, per nulla chiaro. Se non viene letta la trama presente sull’aletta del volume, devo proprio dirlo, non si riesce mai a comprendere sino in fondo cosa accade a London. Abbiamo gli appunti, le smemoratezze, gli spezzoni riguardo il futuro, però non sono presenti spiegazioni. Spiegazioni che in un romanzo del genere servono. Eccome se servono. Come accennavo più su, poi, non ho nemmeno particolarmente apprezzato la maniera in cui il tutto viene strutturato. Sarebbe bastato che l’autrice si fosse anche solo minimamente preoccupata di utilizzare il corsivo per le sezioni del volume ambientate nei ricordi futuri di London, e ogni cosa sarebbe stata più cristallina.

Cover Paperback US
Ma, l’ho ripetuto già più e più volte, ciò vale quasi esclusivamente per la prima parte del tomo, ovvero la sezione più lenta - per quanto, in fondo, Il diario di London Lane possa essere lento - del romanzo. Nella seconda metà del volume tutto diviene, infatti, più comprensibile. La prosa dell’autrice arranca verso una propria identità, i caratteri e i carismi dei personaggi principali prendono a modellarsi, la sottotrama Mystery inizia ad interessare in modo maggiore il lettore e, finalmente, Il diario di London Lane acquista senza dubbio più valore. Ho apprezzato molto, ad esempio, il momento in cui Cat Patrick decide di spiegare al lettore il motivo per cui la relazione che lega London a Luke e viceversa sia sbocciata in tanto poco tempo, così come mi è andato particolarmente a genio il fatto che il sogno ambientato nel cimitero, quel dettaglio che in principio sembrava soltanto una fioca luce colma di positività nell’iniziale guazzabuglio confuso rappresentante la trama de Il diario di London Lane, divenga in seguito la fine del tunnel, la salvezza del volume, l’elemento che più lascerà nascere quel po’ di stima la quale al termine del volume nutriremo nei confronti di Cat Patrick.

In conclusione, Il diario di London Lane non è una lettura perfetta. Se vi aspettate il romanzo psicologico dell’anno per giovani adulti cambiate pure rotta, non fa per voi. Ma se desiderate un’ottima lettura estiva, leggera, senza alcuna pretesa, a tratti divertente e dal plot innovativo e mai sentito prima, lanciatevi pure fra le braccia… Emh, le pagine de Il diario di London Lane. E poi, ammettiamolo, il prezzo davvero conveniente e il fatto che sia un libro autoconclusivo rende tutto ciò sempre più possibile, per non parlare, infine, della splendida cover.


Consigliato a coloro che desiderano una lettura estiva senza alcuna pretesa.
Con l’avvertenza che non si tratta del romanzo perfetto.


Voto:  3


Cat Patrick

Nata a Cheyenne, la capitale di Wyoming, dopo il college ha iniziato a lavorare per diverse agenzie di Pubbliche Relazioni, per poi dedicarsi alla famiglia, alla lettura in particolare dei libri di Maichael Connelly e alla scrittura. Il Diario di London Lane è il primo romanzo. Nel 2012 è uscito il America un secondo lavoro, Revived, mentre per il 2013 è prevista l’uscita per The Originals.

11 commenti:

  1. Lo sto leggendo e la penso come te. L'autrice è parecchio acerba. A volte ci sono delle battute a cui i personaggi ridono e mi ritrovavo a chiedere "be? cosa c'è da ridere?".
    Ormai ho superato la metà quindi sono curiosa, sono entrata nell'ottica "giusta" però è un peccato, certi elementi potevano essere sfruttati alla grande, soprattutto in un libro autoconclusivo dove di solito succedono una marea di cose. Tipo Blood Magic.

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    1. Come non esser d'accordo con ciò che hai detto? Quoto su tutto :) Trovo che la trama sia troppo complicata da gestire per un'autrice ancora agli albori della sua carriera. Fossi in lei avrei temporeggiato prima di dedicarmi alla scrittura di un plot del genere, in modo da poterlo rendere al meglio con il passare del tempo... Ma va be', ormai è andata. Almeno possiamo incrociare le dita riguardo le sue future pubblicazioni ^^

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  2. Viste le opinioni tua e di Silvia, non so se procurarmelo. E' da un pò che leggo libri che trovo troppo semplici. Ho anche già certi altri che promettono molto ;P. Inoltre trovo la copertina originale migliore. :)

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    1. Se non sei convinto, ti consiglio di lasciar perdere. Magari potresti prenderlo più in là ;) Io le trovo tutte molto carine, le covers ^^

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  3. Concordo appieno con la tua opinione! In tutto e per tutto! Anche io nella prima parte mi sentivo un po' persa... poi si è ripreso (:
    Come hai detto tu una lettura leggera, senza troppe pretese :D

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    1. E ancora una volta siamo pienamente d'accordo XD Ormai non dovremmo più stupirci, Deni ^^

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    2. già! ormai non c'è più da sorprendersi XD

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  4. Siamo d'accordo perfino sul voto xD

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  5. Io l'ho trovato molto carino.
    La fine l'ho trovata un pò'....Così, come dire.
    Mi trovo d'accordo sulla confusione iniziale, ma nel complesso è un libro molto carino :)

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  6. a me è piaciuto, la storia mi ha colpita, io adoro i libri romantici, ma ormai si parla solo o di "vampiri-umani" o demoni-angeli-umani" insomma, l'idea di vedere solo ricordi del futuro e ogni giorno dimenticarsi il passato mi piace. anche secondo me però in certe parti non era chiaro quello che voleva dire la scrittrice.
    la fine mi ha lasciata sospesa ad un filo, insomma, non può finire così, ormai sono curiosa di sapere se c'è un continuo. qualcuno sa se ne scriverà altri su london lane?

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